martedì, 20 ottobre 2009
author: bunkka @ 19:19
category: post-factor
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Sorseggiavo una cioccolata calda scarrellando fra Striscia La Notizia e le provette di C.S.I. quando casualmente (mi dimentico, è un classico, del mercoledì televisivo di raidue) e visto gli Skunk Anansie o come li ha ribattezzati a bruciapelo la mia futura suocera gli SCACCANASSI.
Facchinetti è barzotto.

Apre le danze il permaloso Marco.
Un Pinocchio crocefisso

ecc.ecc.

sabato, 17 ottobre 2009
author: bunkka @ 15:42
category: post-factor
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E cinque! Si suda ad andare avanti ma non faccio sforzi immani. Mi siedo al pc e rivedo le esibizioni come se fossero un qualunque filmato di youtube, che poi è quello il problema della trasmissione : l'omologazione.
Perdere i connotati è come sparire. Non il contrario.
Se al posto delle canzoni ci fossero dei siparietti comici X-Factor sarebbe già morto.
E' l'effetto nostalgia/scoperta più che la qualità in sè.
E' solo intrattenimento e in parte mi piace. Perciò ne parlo.

Si parte con Sofia, che, se non si fosse capito, non riscuote le mie simpatie.
Il fatto è che la ragazza è priva principalmente di carattere e pertanto ogni cosa che passa attraverso la sua ugola risulta scialba.
Dalla sua parte in negativo pendono le ridotte capacità vocali e metterla su un tapis roulant non è che aiuti la cosa.
Che THIS IS THE LIFE (Amy McDonald) sia la sua miglior performace finora la dice lunga.


(nella foto il cane di Sofia, si vocifera che abbai meglio di lei)

A Silver, anche qui per la serie <<ripetiamoci che è meglio>>, tocca un pezzo datato di un cantautore italiano.
Il ragazzo a furia di provarci e riprovarci ha reso meno scomodo il ruolo di giovane/vecchio che gli stanno cucendo addosso.
Il brano di Finardi tematicamente è universale e con la gusta dose di semplicità e viene interpretato con la stessa freschezza da Silver e quindi il risultato è piacevola ma nulla più.

Nirvana per le Yavanna, un po' se la nonna nel ragù mettesse la nutella.
Con la differenza che personalmente ami sia l'uno che l'altro.
Qui non serve che vi spieghi l'intruso.
La macchia nera sul foglio bianco. Scarabocchio vocale.

Dall'altra parte del mio dantesco viaggio in quel di X-Factor lì dove ci sono le fiere c'è Sofia mentre le stelle si vedono per quel che si può nella nebbia con Marco.
Perfetto anche nell'antipatia che genera il suo personaggio boria assai retrò.
Quando canta non lo si può non applaudire.
Lui e Chiara sono gli unichi degni di salire sul palco di Rai 2 e non solo.

Quest'ultima, però, finisce anch'essa con l'essere rinchiusa nel circo come un fenomeno (perchè fenomeno lo è) da baraccone.
Addirittura il tendone ad ogni puntata glielo fanno indossare.
Il pregio, oltre la voce, di Marco è il fatto il suo personaggio è autentico.
Lui è amabilmente insopportabile di suo.
hiara, un po' per timidezza un po' per le menate sul fattore estetico, viene manipolata e mi sento offeso io per lei quando (cioè sempre) cercano di infilare tutto nel discorso, nell'interpretazione, nella coreografia per non mostrare la sua presenza, come dire, poco televisiva.
Canta, perdio, meglio delle altre vostre bellocce figurine messe insieme, fatevene una ragione.
E' l'Italia delle veline forse me la devo fare io la ragione.


(nella foto il prossimo abito di Chiara)

Nel frattempo dalla prima manche viene mandata al ballottaggio Sofia.

Alla new-entry Mario il compito di aprire la seconda trance di concorrenti.
Il meccanismo del programma non è di mio gradimento, leggermente confusonario.
Non si capisce in che modo vengano scelti i papabili subentrati soprattutto perchè non ne vedo mai di buoni.
Mario è fra questi, con la sua aria di debuttante allo sbaraglio.
Infatti fa un percorso degno del suo nome.
Dall'anonimato all'anomitato.
Verdetto? Ballottaggio e poi eliminazione. Buio, nero come il suo look.

Quel capolavoro che è Futura di Dalla passa sotto l'affettatrice dei Luana Biz.
Ne escono due fette di prosciutto stagionato.
Stagionato nel senso di vecchio.
Se chiudi gli occhi vedi una piazza, un palco di tavole di legno racimolate da un cantiere edile, un paio di faretti e una sagra di paese.
Morgan va al banchetto a farsi fare un cono di trippa col limone.

Verso le 23, quando i bimbi sono già a nanna, parte la fascia non protetta e Francesca immagina di essere su Tele A e fa moine pseudo-accattivanti al Castoldi, a cui dai testicoli parte il testosterone e raggiunge ciuffo e cervello, annebbiandolo.
A lui Francesca è piaciuta. Penso che si riferisse al fisico.
La musica era morta, c'erano pure i numerini segnaletici e il nastro da scena del crimine come in C.S.I.
Tutto tace e non si muove.
Stessa sorte tocca a Damiano e alle sue interpretazioni, che inizia pericolosamente ad assomigliarsi fra loro : di buona qualità ma statiche.
Da sei costante.
Bisognerebbe testarlo su lidi lontani dal cantautorato, giusto per vedere se l'effetto migliora o il voto è destinato a restar quello.

Successivamente si passa dall'ospite Mika all'eliminazione di Mario, innocua, fino alla sfida per il nuovo ingresso.
The Menlove (infastidiscono pure Mika) vs. Cristiana (più manierista che brava) vs. Tatiana (capace di cementificarsi su un pezzo pop-dance).
Vince Cristiana perchè è la meno peggio. Sai che soddisfazione.
Hai ragione Marco - Vi stimo -
Ma quanta fatica...




domenica, 11 ottobre 2009
author: bunkka @ 21:32
category: post-factor
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Puntata Quatttro.
Ovvero quella dei Tokio Hotel, tanto per far intendere l'aria che tira.
Se il festival della musica italiana (ecco l'ho detto e mi frusterò per questo) lo ha vinto Marco Carta primeggiamo (di poco, va detto) anche nella musica immonda.
Però nel gruppo tedesco dei bimbominkia c'è tanta lacca quanto Energade dovrebbe esserci nel pubblico per risvegliarsi dal torpore.
Si muove solo il dito. Sì quello per cambiare il canale.
E ricambiarlo subito dopo.

La gara.

Premessa: si prega di fornire dizionario sinonimi e contrari alla Maionchi.

Tesi : ora che ha chiuso anche la
DeMauro è finita la speranza.

Ornella apre e chiude. Nel senso che alla fine va a casa.
Non so se è giusto. E' una gara al meno peggio.
Lei è troppo televisiva, pure troppo.
Anche il telespettatore ha un limite di sopportazione.

A Francesca tocca una canzone che ammetto di non aver mai sentito.
Meno male. Allibisco.
Telefono a Scaruffi per proporre un brano di riserva.
Dice che è impegnato in coda alla Ricordi per comprare il cd Alesha Dixon.
Disgustorama.


(nella foto i cd ordinati da Scaruffi al casello di Melegnano)

Le Yavanna sono state scartate dal bosco di Fangorn (soliti coretti fiabeschi e stucchevoli) mentre Mario cercava il backstage dei Tokio Hotel e sfortunatamente è finito sul palco con tanto di trucco e parrucco.

Il sipario sulla prima manche lo cala Damiano. Finale in bellezza.
Interpretazione che è un manifesto della semplicità e sincerità.
Non quella di Arisa ma arriva allo stesso modo.

Credo nella speranza. Poi Cecchetto uccide la mia.
Fa di più : la sevizia, la strangola e la fa a pezzetti.
Dice "la musica va vista e non ascoltate".
Clicco il tasto mute mentre lo vedo. Ha ragione : molto meglio.
Che qualcuno lo salvi e soprattutto ci salvi.

Ci prova e ci riesce Marco. Il pezzo dei Talking Heads è mitico.
Ma davvero è X-Factor?
Controllo sul sito della Snai a quanto è quotato come vincitore.
Sofia nel palinsesto è dato sotto la voce Altro, cose che nemmeno lo Sporting Gijon, l'Hull City e il Pizzighettone.
La batte, in insopportabilità, anche Cecchetto.


(nella foto non c'è bisogno di aggiungere altro) (Amala pazza Inter amala)

Su Chiara passo, per non dire sempre le stesse cose. Ormai è come Ugly Betty.
La si ama comunque.

Passo pure i Luana Biz che sono pronti per un programma canoro di Carlo Conti.
Cecchetto rinsavisce per un attimo giusto uno e li distrugge.

Silver : da Morandi a Celentano.
Gli dicono che deve crescere e continuano a dargli pezzi vecchiotti. Mah...

Ballottaggio : Ornella Vs. Sofia.
Sapete per chi parteggio. Non si possono eliminare entrambi?
Solo per aver cantato Spaccacuore di Bersani voto per Sofia, che alla fin fine si salva.


To be continued

 

domenica, 11 ottobre 2009
author: bunkka @ 20:19
category: post-factor
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Non amo la televisione perchè non amo quello che mostra.
I pochi programmi degni di nota passano in orario in cui o dormo o ho da fare.
X-Factor, purchè avesse tutti i crismi di un vuoto reality, lo guardavo.
Lo guardavo, sì, al passato.
La prima edizione di sfuggita, la seconda con assiduità.
Diciamo che la mia curiosità è giunta in ritardo.
Capitava anche che seguissi il daily time.
Non era una vera e propria fissa e non mi metterò a fare lo snob.
Il talent-show mi piaceva e lo guardavo, con gusto.
Perchè, setacciato per benino, i grumi cattivi restavano fuori dall'aspetto musicale.
Di talenti ne sono passati pochi su quel palco in due anni e quei pochi difficilmente portavano con sè l'etichetta del fattore X, che altro non è che <<prodotto commercialmente vendibile>>.
Lo dice il fatto che si miri, come traguardo, alle fortune di Giusy Ferreri, al fatto che sia il pubblico a decretare vincitori e vinti (un pubblico che fra l'altro usa il tele-voto, un metro di giudizio non propriamente tangibile), al fatto che Simona Ventura fosse uno della giuria tecnica (che di tecnico in fondo si è intravvisto quasi nulla) e altro ancora. Allo spettatore piace questo : chiacchiere da bar, frivolezze e una canzone che tira.
Business e successo in televisione ammazzano.
Non c'è volontà di sperimentare.
Se una cosa fa incassare al massimo si calca ancor più la mano sugli aspetti che sono popolari.
Anche per questo guardavo X-Factor.
Ora mi sfugge proprio che esista.


(nella foto il tetto di casa mia)

Ho visto le prime tre puntate con un'attenzione a mano a mano calante.
I remake dovrebbero essere aboliti perchè sono spinti da motivazioni commerciali nella gran parte dei casi.
E' odioso vedere come snaturano l'essenza di base.
Vuoi che sia un film, un libro, un reality.
Alla serialità possono sopravviere solo i festival musicali e i telefilm (già adesso so che Lost mi mancherà assai).
Di talent(o) nello show è rimasto poco ad X-Factor  così come nel Grande Fratello dopo l'esordio i concorrenti la naturalezza era praticamente sparita.
Detto questo oggi mi è venuta voglia dove sono andati a parare Facchinetti e company. Ho aperto l'home page di Google e ho cercato notizie sulle puntate che ho perso, consapevole di far presto a racimolare le notizie interessanti.
Notizie uguali musica.
La musica, l'aspetto cardine, almeno nelle intenzioni di X-Factor.
Trovare i video delle esibizioni non è stata un'impresa ardua.
Addirittura ho provato piacere. Via pubblicità, via contorni inutili vari, via commenti degli espertoni di turni : solo l'esibizione vocal-musicale.
Quel che basta.
Puntata Uno e Due ho già detto.
Riprendo il filo anche se sfilacciato da incostanza e tempo passato.
Così per diletto puro, per cantarmela (ci vuole) da me.
In ordine:

Puntate Tre. Inno agli anni '80.
Edizione speciale che sa tanto di trovata per ingolorire ulteriori telespettatori.
Non amo gli ottanta anche se sono di quella generazione.
L'età non centra.
Avrei avuto la possibilità di recuperare ma le sonorità plasticose di quegli anni non riscuotono in me tanti favori, pur ammettendo che ci siano stati grandi dischi e grande musica.
I gusti son gusti.
Venendo ai nostri e tralasciamo vestiti (ove possibile) e coreografie al limite del kitsch.

Marco canta Notorius dei Duran Duran.
Pulito, piacevole, mettendo dai parti ghirigori vocali e del personaggio che vuol fare il personaggio.
Ha un aspetto e una voce gradevole. C'è di peggio.

A&K cantano Survivor di Mike Francis.
Sono il grosso equivoco della trasmissione.
Non si crea un'artista dal nulla, lo si getta se no nella mischia senza le dovute armati. Insomma non sopravvivono.
Ripeto quello che ho già detto di loro in precedenza : il ragazzetto riccioluto ha stoffa.

Francesca canta Nothing Compares To You di Sinead O'Connor.
Reverenza che è più timore che stima nei confronti dell'artista irlandese.
Non aggiunge nulla. Nemmeno io.

Silver canta Vita di Gianni Morandi e Lucio Dalla.
Del primo ha l'abito del secondo l'altezza, ovvero si fa piccolo piccolo al cospetto di un brano che non ci calza così gli abiti che gli hanno dato sono fuori luogo. Tutto fuori luogo.
Ha bisogno di fare esperienza. Il tempo è dalla sua parte.
Lui spera non solo quello.


(Nella foto lo shop-assistant di Silver)

Luana Biz cantano Club Tropicana dei Wham.
Sto cercando di capire cosa abbiano di così accattivante i Luana Biz per aver sbaragliato la numerosa concorrenza ai provini. Può bastare?

Damiano canta Bandiera Bianca di Franco Battiato.
Finchè non smetteranno di associare la sua aria da intellettuale e il suo background musicale (ai provini portò Sergio Caputo, se non erro) al vestito del cantautore stiamo freschi.
Lui cerca di spogliare e fa lo stesso una figura non all'altezza.
Battiato ha l'x-factor ma non lo snandiera e forse a saperlo ci scriverebbe su una canzone cinica e distruttiva.

Ornella canta non sono una signora di Loredana Bertè.

Date a Berte quello che è della Bertè.
Lei è esile, faccia dai lineamenti dolci : poco credibile.
Cerca di mitigare la distanza tanto denotabile con un improbabile falsetto.
Rivoglio la Bertè. Il vestito lasciatelo lì dov'è.
Sul palco per la Bertè.

Yavanna cantano Babooshka di Kate Bush.
Per una sera mi fanno ricredere sul loro conto.
In sintonia col pezzo, con l'aspetto visivo che lasciano, con tutto.
Cercò di non pensare a Kate Bush per non distruggere il complimento appena fatto.

Sofia canta Overdose D'Amore di Zucchero.
Ho bisogno di sali perdio perchè se no sto male.
Overdose di non-talento e presunzione latente.
Scappo.
Lo farebbe anche la Mori, con o senza foto improponibili (storia che già conoscevo : la televisione mica si smentisce)

Chiara canta I Want To Break Your Free dei Queen.
Quando hai dalla tua parte una grande vocalità rivaluti anche le canzoncine dei cartoni animati giapponesi.
E' la più dotata come voce e senza girarci intorno o far finta di nulla Beth Ditto costituisce una rarità nel palcoscenico mondiale.
Al di là dell'aspetto fisico non riesco a vedermi mentre ascolto un disco futuro di Chiara. Della serie non basta il talento.  :(

Tirando le somme al ballottaggio dovrebbero andare, giustamente, Sofia e Ornella.
Ci vanno A&k e Francesca.
Escono i primi. Giustamente e col plebiscito.

Gli fa posto Mario, il Giops dei noantri col punk al posto del reggae.
Destinato insomma a durar poco.
Almeno ci fa sentire Personal Jesus dei Depeche Mode.
Ah....i Depeche Mode....Abbasso gli '80! Viva gli '80!

To be continued

 

venerdì, 25 settembre 2009
author: bunkka @ 17:56
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Radiohead-Vasco Rossi è uno degli accostamenti più infausti che si possano fare in musica.
Credo che lo stesso rocker di Zocca ne fosse cosciente e per quanto la sua "Ad ogni costo" faccia storcere il naso a tutti, dal fan più scatenato all'ascoltatore medio, resta un'operazione coraggiosa.

Per quanto la riuscita sia discutibile, è indubbio il fatto che sia un tributo alla grandezza di Thom Yorke, alla maniera del Blasco, vero, ma pur sempre un atto di devozione.

Che, fra l'intera discografia della band di Oxford, Vasco abbia scelto Creep è assolutamente sintomatico.
Sta ai Radiohead come l'acne sta ad un adolescente.
Il che già dice molto (se non tutto).
E' una canzone diretta,  un simbolo per una generazione intrisa dell'amarezza di un certo grunge e impreparata alla freschezza melodica del brit-pop, che da lì a poco avrebbe saturato la scena Uk.

Insomma la scelta si confà all'idea del banale e della speculazione pura, anche se musicalmente è la più onesta dal punto di vista stilistico (facendo le debite differenze; la distanza resta abissale ad ogni modo, diciamo circa quella che intercorre fra Sole e Plutone).

La cosa che andrebbe chiarita è che un testo lineare e dall'incedere rock non sono automaticamente traducibile in sound facilotto.
Creep non è Knives Out, giusto per citarne una, ma comunque un pezzo degno della fama ricevuta.


Messi a confronti i testi di Yorke e quello di Rossi denudano ogni velleità, qualora ce ne fossino state.

Da un lato l'insofferenza e l'inadeguatezza umana ( [...] but i'm a creep / i'm a wierdo / what the hell am i doing here [...] ), figlia di una generazione disillusa e passiva.
Dall'altro una dichiarazione d'amore che non va troppo per il sottile ( [...] ma sono qui / amo dirtelo / voglio restare insieme a te [...] ), il semplicismo lirico di cui Vasco è una bandiera sventolante.
Avrebbe avuto più senso mantere intatto il testo originale, ma tant'è.

Se togli la musica "Ad ogni costo" è in toto un pezzo vaschiano, nulla più, nulla meno.

Nanana corale più sound massiccio.
Vasco è la parodia del rock, di quello più tradizionalista e sbracato, è la massificazione di un genere.
In una parola : colpo sicuro.
Alla sua combriccola farà strizzare il cuore e alzare la braccia ai concerti, è certo.
Molto probabilmente solo a loro.

Io comunque vorrei vederlo Thom Yorke in sala d'incisione mentre strimpella Ti prendo e ti porta via.
Nanananananana femi gothere...

martedì, 22 settembre 2009
author: bunkka @ 16:16
category: interfaccia audiosociale
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Bologna ombelico di tutto, cantava Guccini.
Dal ragù alle stragi neofasciste, dalle belle donne all'università. Fino alla musica.
Forse meno viva di un tempo, la scena musicale bolognese (e romagnolo-emiliana in generale) resta una delle più floride dell'intero panorama nostrano.
Da Bologna vengono sia i Frankspara che Mimes of Wine, figure dai percorsi e sonorità dissimili fra loro, ma non per questo a loro modo affascinanti.


                                                            (© Fabrizio Zampigni, 2009)

Mimes of Wine è Laura Loriga, artista cresciuta (musicalmente e non solo) fra i bistrot di Parigi e le coste occidentali dell'America, fra i tasti di un pianoforte che paiono essergli cuciti ai polpastrelli come bottoni ad una bambola.
Ed è proprio intorno a questo suo legame con lo strumento che gira "Apocalypse Sets In", lp d'esordio curato da Enzo Cimino dei Mariposa, altro progetto bolognese che non ha mai avuto le spettanti fortune.
Laura e il pianoforte, si diceva.
Un amore cortese ma anche sprezzante.
Voce e piano paiono in lotta.
Si lanciano cocci di folk sconfinato, urla condite di jazz e poi fanno pace.
Saturano l'aria di sensazioni vibranti, fisiche, si è in attesa di un qualcosa di percepibile ma che non è ancora accaduto.
Se si potesse dargli un profumo sarebbe quello del legno bagnato di pioggia quando il sole rifà capolino dalla sua maschera di nubi grigie.
Inzuppati i fiati (Bolivar), sofferenti gli archi (Long Lifting Road), plasmabili le strutture, ricche di sfumature, di pieghe in cui rifugiarsi o nascondersi.
Poi, su tutti, la bocca di Laura che si apre a dar il benvenuto alla purezza del tormento.
Ti viene addosso, senti il colpo e solo dopo un attimo t'accorgi della ferita: un graffio da niente.
Sorridi e succhi il sangue dalle dita, che rosso ed amabile come un vino d'annata.



Frankspara è un personaggio che vien facile da immaginare con impermeabile e sigaretta fra le dita, dal taglio cinematografico, le movenze di un umido investigatore à la Sherlock Holmes.
Ma Frankspara, si intuisce dal nome, fa dell'ambiguità il suo vestito migliore.
Un Dexter della musica, se proprio si vuole.
Vive nella mente e nelle parole di Francesco Viani e fa del pessimismo l'unico miglioramento (Il miglioramento)
.
Dunque, sarcasmo a portata di lingua e sguardo acuto, vagamente dolente.
Da buon deus ex machina Viatri muove con ironia la sua creatura in un ambiente corrotto e corruttibile da cui emerge senza macchiarsi nè di moralismo nè dell'etichetta di buontempone.
Si esprime in maniera beffardamente ortodossa in linea con la musica, che è pop senza essere pop(olare), pur accostandosi alla tradizione alta del songwriting.
Il linguaggio (verbale e musicale) di Francesco "Frankspara" Viatri (e Pit D'Aleo alla batteria) resta ambivalente e questa è, in parte, anche la sua forza.
Melodia accattivante e critica sociale.
Suoni acidi e sorrisi sagaci.
"Soprattutto" è terreno ed aereo, dolce ed amaro.
E soprattutto va ascoltato con la schiena sull'erba e la curva del mondo a chiudere il cerchio delle nostre esistenze.




Mimes On Wines (album preview)

Frankspara (64kbs free album download)
sabato, 19 settembre 2009
author: bunkka @ 20:22
category: my clumsy mixtape
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A wolf on the beach of São Paulo by Dj Tuccaniello

Tracklist


01. Pac. - São Paulo
02. Shakira - She Wolf (Calvin Harris Rmx)
03. Nighty Max - Beach Hut
sabato, 19 settembre 2009
author: bunkka @ 01:30
category: push the button
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La musica non batte sul Due.
Specialmente quella che si sussurano di orecchio in orecchio bloggers, addetti ai lavori, geeks, semplici appassionati.
Io faccio parte di un'altra categoria : quelli in overloading.
Non scherzo, ho davvero un sovraccarico musical-cognitivo.
Ma non è cosa da allarmarsi.
Un paio di dischi nuovi da mandar giù come Xanax e passa tutto per un po'.



Ora se non fossi :
1) meteoropatico
2) volubile
3) uno dallo scazzo facile
4) uno come tanti

aprirei una rubrica pseudo-musicale in cui dare pseudo-consigli su questa o quest'altra novità in cui mi sono imbattuto, interloquirei con una massa (il cui numero è imprecisato) i cui gusti musicali sono svariati e le cui opinioni a volte mi entusiasmerebbero, altre mi farebbero, invece, dar di matto, o ancora, mi lascerebbero indifferente.
Se solo penso a questa eventualità della rubrica settimanale il mio corpo si ribella, m'agito invasato. Come adesso.
Questa settimana allora mi son curato con :

Album

► Basement Jaxx - Scars
► Fuck Buttons - Tarot Sport
► Ronin - L'Ultimo Re
► Volcano Choir - Unmap
► My Awesome Mixtape - How Could A Village Turn Into A Town

Single

► Amari - Your Kisses
► Massimo Volume - Esercito Di Santi
► My Awesome Mixtape - Me & The Washing Machine
► Frankspara - Il Miglioramento
► Allure - Narcisse
sabato, 19 settembre 2009
author: bunkka @ 00:51
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Già satollo di talent-show, già saturo di Hitlist Italia (in cucina ho una tv dotata di antennino preamplificato la cui sfortuna è un segnale sporco eccetto per Mtv), già messo in ricarica l'Ipod, lasciato in letargo una settimana o poco meno, è giunto il momento di recuperare forze (intellettive, il quarto potere è letale in tal senso e dopo aver visto ieri Videocracy di Erik Gandini tutto <<appare>> più chiaro) e, possibilmente, idee.

Amo l'autunno e le prime piogge. Pure la musica mi sembra migliore.


Luca Ravagnan)

Non resta che seppellire l'ultimo retaggio settimanale di vita telesiva esclamando "Push The Button".
Facchinè? Te possino.
giovedì, 17 settembre 2009
author: bunkka @ 03:40
category: post-factor
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Faccio pubblica ammenda.
Non sapevo che dopo l'inaugurazione X-Factor sarebbe passato al mercoledì. Giorno di Champions League, avrei passato a prescindere. Rai Uno dava Inter - Barcellona.
Piatto troppo succulento per potervi rinunciare.
Al fischio finale di gara ho lanciato uno sbadiglio. Zero a zero. S.o.s emozioni.
E comunque per discernimenti filo-tecnico-calcistici rimando qui.
Giro canale e con sommo stupore sul 2 cantano i Simple Minds, imbolsiti come papponi in pensione.
Cerco di capire a che punto sia la situazione, cosa ho perso e cosa dovrò aspettarmi.
La stanchezza si fa sentire, l'umidità delle prime piogge pure. Fatico a trovare stimoli. Il programma decisamente non aiuta. Tira un'aria che sa di "Ok, abbiamo firmato un contratto, facciamo quel che s'ha da fare". Forse è colpa della partita? Della mia dimenticanza? Ahimè mi tocca dirlo a X-Factor manca proprio la Ventura, la sua ventata di material-pop televisivo come ingranaggio che fa filar forte il motore.
Tutto sommato la materia canora sembra addirittura superiore al passato.
Mi aspetto una puntata speciale di Porta a Porta o una raccolta di firme. C'è grossa crisi.


(Nella foto un talento incompreso)

Mentre scrivo il sonno è andato a farsi friggere.
Recupero le parti che mi sono perso della puntata su Youtube.
Vado a caso e a naso (mi si passi il banale gioco di parole).
Ordunque...

Sofia

Si presenta con la tuba di Zio Paperone e il foulard di Francesco de Le Vibrazione. Insomma bagaglio completo. Manca la voce, manca la personalità. Occorre altro?

Marco

Operazione pubblicità.
Si vede che anche i giudici avvertano la crisi. Pezzo di Noemi featuring Fiorella Mannoia, onestamente ben fatto.
Dopo essersi cosparso il palato di propoli, Marco interpreta il pezzo senza essere sufficientemente gnomico (non che contasse molto, a dir la verità).
Ho l'impressione che il contorno prevalichi l'essenza.
No, no è proprio così.

Nel frattempo le coreografie di Tommasini sono utili quanto il doppio telecronista o gli addetti a bordocampo. Per lo meno lui per gran parte del tempo tace.

Luana Biz

Il gioco dell'intruso. La batteria umana? Sbagliato.
Il domatore di leoni? Sbagliato ancora. Ok, ve lo dico.
E' Luca dei Soerba ma con i rasta.
(In)human, come le bambole gonfiabili sul divano.
Però qualcuno avverta i ragazzi prima che si lancino.

Damiano

<<Voglio trovare un senso a questa sera, anche se questa sera un senso con ce l'ha>>. Parole sante.
La canzone si adatta male alla sua voce. Lui la canta con quel suo fare timido e privo di ghirigori che però non basta.
Oddio abbiamo perso pure lui.

Silver

L'unico del primo gruppo che non esce con le ossa rotte.
Quasi non ci speravo. Si difende, suvvia.
Faccia pulita, buona voce. L'X-Factor è un'altra cosa.
Ma poi cosa diamine è l'x-factor? Alla Nasa stanno indagando.

Yavanna

Teardrop è una canzone che mette la pelle d'oca.
Più che ricordarmi i Massive Attack però le Yavanna mi riportano alla mente Dr.House. Codice e bollino rosso.

Stacchetto di coglioni, cazzo e vaffa improvvisato dalla Maionchi.
Maria De Filippi pare abbia telefonato per chieder informazioni in vista di una sfida ad Amici.

E vamos col secondo gruppo.

Chiara

Assegno il titolo. Liofredi, puoi cercare un rimpiazzo per il mercoledì sera. Brividi.

A&K

Sono come il purè venuto male. Non si amalgama(no). Peccato per il ricciolino : ha grinta e uno spiccato senso melodico.
Daniele Vit lo preferisco nel suo genere, a patto che la smetta di andare dall'estetista con Carlo Conti.

Francesca

Di male in peggio. Dammi solo un minuto. Giusto uno, però, che è tardi.
Morgan, vittima della crisi, dice la prima cosa sensata della serata.
Per il resto son già stufo alla seconda puntata dei <<mi sei piaciuta / non mi sei piaciuta>>.
Danno un'orribile idea di cd incellophanati o ascoltati di sfuggita.Brrrrrr

Ornella

Bella lo è. Voce ce l'ha. Per l'originalità si prega di ripassare. Destinata a far da brusio nel coro dell' hit parade.

The Horrible Porno Stuntmen

Sono venuti in treno e se ne vanno in torpedo blu (al ballottaggio con le Yavanna, obiettivamente più dotate dal punto di vista canora, mentre su quello d'immagine e discografico non c'è storia). A me hanno divertito.
Questo passa il convento.
Alla fine dell'esibizione il Facchinetti jr. ripete il codice degli Horrible per votarli.
Sto ancora cercando sulla tastiera del telefono il numero ZEROSINCO.
Si annuncia ricorso.


(Nella foto il telefono di casa mia)