Facchinetti è barzotto.
Apre le danze il permaloso Marco.
Un Pinocchio crocefisso
ecc.ecc.


Puntata Quatttro.
Ovvero quella dei Tokio Hotel, tanto per far intendere l'aria che tira.
Se il festival della musica italiana (ecco l'ho detto e mi frusterò per questo) lo ha vinto Marco Carta primeggiamo (di poco, va detto) anche nella musica immonda.
Però nel gruppo tedesco dei bimbominkia c'è tanta lacca quanto Energade dovrebbe esserci nel pubblico per risvegliarsi dal torpore.
Si muove solo il dito. Sì quello per cambiare il canale.
E ricambiarlo subito dopo.
La gara.
Premessa: si prega di fornire dizionario sinonimi e contrari alla Maionchi.
Tesi : ora che ha chiuso anche la DeMauro è finita la speranza.
Ornella apre e chiude. Nel senso che alla fine va a casa.
Non so se è giusto. E' una gara al meno peggio.
Lei è troppo televisiva, pure troppo.
Anche il telespettatore ha un limite di sopportazione.
A Francesca tocca una canzone che ammetto di non aver mai sentito.
Meno male. Allibisco.
Telefono a Scaruffi per proporre un brano di riserva.
Dice che è impegnato in coda alla Ricordi per comprare il cd Alesha Dixon.
Disgustorama.

(nella foto i cd ordinati da Scaruffi al casello di Melegnano)
Le Yavanna sono state scartate dal bosco di Fangorn (soliti coretti fiabeschi e stucchevoli) mentre Mario cercava il backstage dei Tokio Hotel e sfortunatamente è finito sul palco con tanto di trucco e parrucco.
Il sipario sulla prima manche lo cala Damiano. Finale in bellezza.
Interpretazione che è un manifesto della semplicità e sincerità.
Non quella di Arisa ma arriva allo stesso modo.
Credo nella speranza. Poi Cecchetto uccide la mia.
Fa di più : la sevizia, la strangola e la fa a pezzetti.
Dice "la musica va vista e non ascoltate".
Clicco il tasto mute mentre lo vedo. Ha ragione : molto meglio.
Che qualcuno lo salvi e soprattutto ci salvi.
Ci prova e ci riesce Marco. Il pezzo dei Talking Heads è mitico.
Ma davvero è X-Factor?
Controllo sul sito della Snai a quanto è quotato come vincitore.
Sofia nel palinsesto è dato sotto la voce Altro, cose che nemmeno lo Sporting Gijon, l'Hull City e il Pizzighettone.
La batte, in insopportabilità, anche Cecchetto.

(nella foto non c'è bisogno di aggiungere altro) (Amala pazza Inter amala)
Su Chiara passo, per non dire sempre le stesse cose. Ormai è come Ugly Betty.
La si ama comunque.
Passo pure i Luana Biz che sono pronti per un programma canoro di Carlo Conti.
Cecchetto rinsavisce per un attimo giusto uno e li distrugge.
Silver : da Morandi a Celentano.
Gli dicono che deve crescere e continuano a dargli pezzi vecchiotti. Mah...
Ballottaggio : Ornella Vs. Sofia.
Sapete per chi parteggio. Non si possono eliminare entrambi?
Solo per aver cantato Spaccacuore di Bersani voto per Sofia, che alla fin fine si salva.
To be continued

Puntate Tre. Inno agli anni '80.
Edizione speciale che sa tanto di trovata per ingolorire ulteriori telespettatori.
Non amo gli ottanta anche se sono di quella generazione.
L'età non centra.
Avrei avuto la possibilità di recuperare ma le sonorità plasticose di quegli anni non riscuotono in me tanti favori, pur ammettendo che ci siano stati grandi dischi e grande musica.
I gusti son gusti.
Venendo ai nostri e tralasciamo vestiti (ove possibile) e coreografie al limite del kitsch.
Marco canta Notorius dei Duran Duran.
Pulito, piacevole, mettendo dai parti ghirigori vocali e del personaggio che vuol fare il personaggio.
Ha un aspetto e una voce gradevole. C'è di peggio.
A&K cantano Survivor di Mike Francis.
Sono il grosso equivoco della trasmissione.
Non si crea un'artista dal nulla, lo si getta se no nella mischia senza le dovute armati. Insomma non sopravvivono.
Ripeto quello che ho già detto di loro in precedenza : il ragazzetto riccioluto ha stoffa.
Francesca canta Nothing Compares To You di Sinead O'Connor.
Reverenza che è più timore che stima nei confronti dell'artista irlandese.
Non aggiunge nulla. Nemmeno io.
Silver canta Vita di Gianni Morandi e Lucio Dalla.
Del primo ha l'abito del secondo l'altezza, ovvero si fa piccolo piccolo al cospetto di un brano che non ci calza così gli abiti che gli hanno dato sono fuori luogo. Tutto fuori luogo.
Ha bisogno di fare esperienza. Il tempo è dalla sua parte.
Lui spera non solo quello.

(Nella foto lo shop-assistant di Silver)
Luana Biz cantano Club Tropicana dei Wham.
Sto cercando di capire cosa abbiano di così accattivante i Luana Biz per aver sbaragliato la numerosa concorrenza ai provini. Può bastare?
Damiano canta Bandiera Bianca di Franco Battiato.
Finchè non smetteranno di associare la sua aria da intellettuale e il suo background musicale (ai provini portò Sergio Caputo, se non erro) al vestito del cantautore stiamo freschi.
Lui cerca di spogliare e fa lo stesso una figura non all'altezza.
Battiato ha l'x-factor ma non lo snandiera e forse a saperlo ci scriverebbe su una canzone cinica e distruttiva.
Ornella canta non sono una signora di Loredana Bertè.
Date a Berte quello che è della Bertè.
Lei è esile, faccia dai lineamenti dolci : poco credibile.
Cerca di mitigare la distanza tanto denotabile con un improbabile falsetto.
Rivoglio la Bertè. Il vestito lasciatelo lì dov'è.
Sul palco per la Bertè.
Yavanna cantano Babooshka di Kate Bush.
Per una sera mi fanno ricredere sul loro conto.
In sintonia col pezzo, con l'aspetto visivo che lasciano, con tutto.
Cercò di non pensare a Kate Bush per non distruggere il complimento appena fatto.
Sofia canta Overdose D'Amore di Zucchero.
Ho bisogno di sali perdio perchè se no sto male.
Overdose di non-talento e presunzione latente.
Scappo.
Lo farebbe anche la Mori, con o senza foto improponibili (storia che già conoscevo : la televisione mica si smentisce)
Chiara canta I Want To Break Your Free dei Queen.
Quando hai dalla tua parte una grande vocalità rivaluti anche le canzoncine dei cartoni animati giapponesi.
E' la più dotata come voce e senza girarci intorno o far finta di nulla Beth Ditto costituisce una rarità nel palcoscenico mondiale.
Al di là dell'aspetto fisico non riesco a vedermi mentre ascolto un disco futuro di Chiara. Della serie non basta il talento. :(
Tirando le somme al ballottaggio dovrebbero andare, giustamente, Sofia e Ornella.
Ci vanno A&k e Francesca.
Escono i primi. Giustamente e col plebiscito.
Gli fa posto Mario, il Giops dei noantri col punk al posto del reggae.
Destinato insomma a durar poco.
Almeno ci fa sentire Personal Jesus dei Depeche Mode.
Ah....i Depeche Mode....Abbasso gli '80! Viva gli '80!
To be continued
Radiohead-Vasco Rossi è uno degli accostamenti più infausti che si possano fare in musica.
Credo che lo stesso rocker di Zocca ne fosse cosciente e per quanto la sua "Ad ogni costo" faccia storcere il naso a tutti, dal fan più scatenato all'ascoltatore medio, resta un'operazione coraggiosa.
Per quanto la riuscita sia discutibile, è indubbio il fatto che sia un tributo alla grandezza di Thom Yorke, alla maniera del Blasco, vero, ma pur sempre un atto di devozione.
Che, fra l'intera discografia della band di Oxford, Vasco abbia scelto Creep è assolutamente sintomatico.
Sta ai Radiohead come l'acne sta ad un adolescente.
Il che già dice molto (se non tutto).
E' una canzone diretta, un simbolo per una generazione intrisa dell'amarezza di un certo grunge e impreparata alla freschezza melodica del brit-pop, che da lì a poco avrebbe saturato la scena Uk.
Insomma la scelta si confà all'idea del banale e della speculazione pura, anche se musicalmente è la più onesta dal punto di vista stilistico (facendo le debite differenze; la distanza resta abissale ad ogni modo, diciamo circa quella che intercorre fra Sole e Plutone).
La cosa che andrebbe chiarita è che un testo lineare e dall'incedere rock non sono automaticamente traducibile in sound facilotto.
Creep non è Knives Out, giusto per citarne una, ma comunque un pezzo degno della fama ricevuta.
Messi a confronti i testi di Yorke e quello di Rossi denudano ogni velleità, qualora ce ne fossino state.
Da un lato l'insofferenza e l'inadeguatezza umana ( [...] but i'm a creep / i'm a wierdo / what the hell am i doing here [...] ), figlia di una generazione disillusa e passiva.
Dall'altro una dichiarazione d'amore che non va troppo per il sottile ( [...] ma sono qui / amo dirtelo / voglio restare insieme a te [...] ), il semplicismo lirico di cui Vasco è una bandiera sventolante.
Avrebbe avuto più senso mantere intatto il testo originale, ma tant'è.
Se togli la musica "Ad ogni costo" è in toto un pezzo vaschiano, nulla più, nulla meno.
Nanana corale più sound massiccio.
Vasco è la parodia del rock, di quello più tradizionalista e sbracato, è la massificazione di un genere.
In una parola : colpo sicuro.
Alla sua combriccola farà strizzare il cuore e alzare la braccia ai concerti, è certo.
Molto probabilmente solo a loro.
Io comunque vorrei vederlo Thom Yorke in sala d'incisione mentre strimpella Ti prendo e ti porta via.
Nanananananana femi gothere...




